“Si impara di più osservando una foresta che cresce, che studiando centinaia di libri”. Questo frammento del pensiero di un saggio è lo specchio di Mario Muolo. Sulle orme del fondatore della bioterapia, Francesco Racanelli di Sannicandro di Bari, e’ uno dei più accreditati bioterapeuti in campo nazionale.
La sua filosofia di vita nasce dalla osservazione della natura, del suo ciclo vitale, la gioia – il dolore – la morte, si nutre dei suoi insegnamenti, li conosce, li metabolizza e li applica avendo sempre come imperativo il rispetto della natura stessa. Perché la natura ha in sé i segreti della vita e le terapie più idonee per viverla nel migliore dei modi possibili.
La natura è vita. La vita è energia. L’energia è il motore del mondo. Tutti ce l’abbiamo. Non tutti lo sanno. Mario Muolo ne ha molta di più. E’ come un distributore. Ne dà una parte a chi ne ha bisogno. A chi ha subito un corto circuito. Cioè a chi è vittima di uno squilibrio. L’energia che sprigiona dalle sue mani, come un laser, colpisce l’obiettivo e ricompone l’equilibrio naturale. Decine di migliaia le persone di ogni estrazione sociale che hanno beneficiato della sua energia vitale. Anche gli animali. Tranne alcuni. Anzi, loro ne hanno beneficiato per prima consentendo, però, al Nostro di scoprire, avere consapevolezza e mettere a disposizione di tutti il suo talento naturale. Checché ne pensi la medicina ufficiale, che sembra operare come i padroni del petrolio i quali ostacolano, ma non possono impedire, la ricerca di carburanti alternativi, meno inquinanti, più biologici. Anche in questo settore la ricerca fa passi da gigante. E le soluzioni alternative ci sono.
Il paragone non è peregrino perché in entrambi i casi lo scopo è lo stesso: l’energia che fa muovere il mondo e rispetta la natura, compromessa dai guasti provocati dall’uomo di cui cominciamo a verificare e a subire le conseguenze.
“La bioenergia… secondo me” e’ la storia di un uomo che ha vissuto, ha sofferto, e’ stato incuriosito, ha sperimentato, imparato, ha verificato, ha creduto e continua a credere in una idea: la forza vitale dell’energia che cura.
L’opera è articolata in due parti: la prima, quella autobiografica, avvince; la seconda induce alla riflessione sui temi dell’esistenza: la vita, la morte, la gioia, il dolore, l’amore, la passione. Dà alcune risposte, non ne dà tante altre. Forse le darà dopo. Intanto stimola una serie di domande. Quando, dove e come nasce questa bioenergia? E’ concentrata solo nelle mani o altrove? Dove confluisce alla fine della vita? E’ ereditaria o naturale? La detiene solo l’uomo o anche gli altri mammiferi? E’ clonabile? Se la malattia è uno squilibrio perchè la bioterapia non è efficace con tutte le malattie? Quali sono i limiti della bioterapia?
Interrogativi a parte, fa tenerezza l’approccio timido al teorema della bioenergia formulato in due parole , “secondo me”, ripetute troppe volte, quasi a chiedere scusa per avere osato pensare ciò che ha pensato e scrivere ciò che ha scritto. Mario Muolo è anche questo. Un professionista che ha avuto il coraggio di raccontarsi e raccontare.
Vito Catucci
Giornalista