Molte associazioni professionali sono nate per garantire la professionalità di coloro che praticano la Bioterapia.

L’AIFEP in particolare:

prepara e forma i terapeuti con una formazione triennale,

si adopera per promuovere la validità del metodo e per distinguersi dai guaritori improvvisati,

controlla l’operato dei Bioterapeuti, perché sia conforme ai rigorosi criteri del codice deontologico a cui deve attenersi ogn Bioterapeuta,

promuove indagini e sperimentazioni di verifica sulla natura della Bioenergia,

si rende disponibile ad ogni forma di collaborazione con strutture sanitarie, private e pubbliche, senza per questo mai invadere i campi di competenza esclusivamente medica.

I bioterapeuti dell’AIFEP chiedono che venga riconosciuta la loro professionalità e hanno in corso un iter davanti al CNEL (Comitato ministeriale per le nuove professioni) per applicare anche in Italia una direttiva europea e per regolare la bioterapia per legge e con un ordine professionale.

Tuttavia nello Stato italiano, la Bioterapia continua a non venire riconosciuta da specifiche leggi; non esiste una normativa che ne definisca le caratteristiche e ne regolamenti la pratica



La medicina ufficiale, in Italia, non accetta la Bioterapia per i più vari motivi:

a) è un metodo privo di fondamento scientifico, perciò assolutamente inefficace,

b) si tratta di stregonerie, metodi da medioevo, credenze popolari, truffe,

c) non ci sono prove, nessuno può spiegarne i meccanismi.



Oggi si constata che sempre più pazienti si rivolgono alla Bioterapia. E, per di più, negli studi dei Bioterapeuti si incontrano anche seri professionisti, perfino medici, molti dei quali, pur non riuscendo a spiegare il perché della Bioterapia, ne ammettono gli evidenti risultati. Non essere in grado di giustificare questa legge fisica è un limite della medicina moderna, non della Bioterapia. La Bioterapia infatti funziona, ora spetta ai medici o agli scienziati spiegarne il perché.

In realtà, la Bioterapia ha cominciato ad interessare fisici, neurologi e fisiologi, alcuni dei quali ne testimoniano la validità e il fondamento. La Facoltà di veterinaria dell’Università di Milano ha condotto per anni importanti studi sulle variazioni dei parametri di laboratorio di ratti e conigli sottoposti a trattamenti di Bioterapia. I risultati, presentati in svariate sedi scientifiche dal Prof. Danilo Codazza, docente di patologia tropicale veterinaria, presso L’Istituto di Malattie Infettive, Profilassi e Polizia Veterinaria, sono particolarmente significativi. È stato verificato che l’energia provoca una stimolazione del sistema di difesa, un potenziamento dell’attività antibatterica e fungicida ed un aumento della produzione di interferone. In particolare si è notato un aumento di cellule (monoliti e macrofagi) che svolgono un ruolo importante nel controllo dei linfociti B e T e dei granulociti, addetti alla risposta immunitaria ed antinfiammatoria. Sulla scorta di queste sperimentazioni, di recente, in Lombardia, all’ospedale di Garbagnate, nel reparto di chirurgia vascolare, è stato condotto uno studio osservazionale con l’obiettivo di capire l’efficacia della Bioterapia in campo umano, con la collaborazione del Presidente Onorario dell’AIFEP, nonché Segretario generale, Mario Luvié. I risultati sono stati sorprendenti, come riferito dal Dirigente medico del reparto, dott. Antonio Pastore: i pazienti affetti da ulcere distrofiche che, oltre alle cure mediche, effettuavano sedute di Bioterapia, sono migliorati sensibilmente e in breve tempo, ed “eclatanti sono stati i risultati di questo genere sia in patologie di tipo funzionale, quindi riflesse, sia in patologie organiche, come nel caso di ischemie periferiche critiche di un certo grado”.

Nel complesso, dagli studi e dalle sperimentazioni AIFEP effettuati è emerso che la Bioterapia è stata riconosciuta efficace per risolvere, fra l’altro:

*disturbi ormonali,

*irregolarità del ciclo mestruale: la Bioterapia porterebbe alla normalizzazione dei valori degli ormoni prodotti dall’ipofisi e dalle ovaie, con evidenti ripercussioni positive sul ciclo mestruale,

*formazioni benigne a carico degli organi sessuali:

a)fibroma dell’utero: la Bioterapia rallenta la crescita e in alcuni casi, ne favorisce la regressione,

b)cisti benigne del seno: la Bioterapia ne favorirebbe la guarigione, tranne nei casi in cui è necessario un intervento chirurgico,

*infiammazioni a carico del sistema osteo-articolare (artrite, sciatica, dolori cervicali, sinusite): i benefici della Bioterapia deriverebbero, oltre che da una diminuzione del dolore, anche dal recupero dei movimenti della schiena, delle braccia e delle gambe,

*artrosi del ginocchio, dell’anca, lombare e cervicale = effetto antidolorifico ed antinfiammatorio,

*asma bronchiale = effetto decongestionante e miglioramento,

*aderenze post-operatorie = effetto antinfiammatorio e normalizzazione,

*problemi alla tiroide (iper-ipo): la Bioterapia ristabilirebbe l’equilibrio ormonale e normalizzerebbe la situazione,

*herpes labiale,

*herpes zoster = la Bioterapia accelera la guarigione,

*depressione = normalizzazione graduale con effetto rilassante,

*ansia = miglioramento e graduale guarigione,

*insonnia = normalizzazione e possibilità di prevenire le ricadute,

*emicrania e cefalea = effetto antidolorifico e rilassante,

*nevralgie post-erpetiche = normalizzazione con effetto antidolorifico,

*gastrite = miglioramento e lenimento del dolore,

*sindrome del colon irritabile = normalizzazione con graduale effetto rilassante,

*nevralgia del trigemino = normalizzazione del dolore e spesso anche dell’infiammazione,

*morbo di Raynaud = effetto antidolorifico e vasodilatatorio,

*morbo di Basedow = miglioramenti con trattamenti prolungati,

*morbo di Addison = miglioramenti se in supporto alle cure tradizionali,

*sindrome di Cushing = miglioramenti se in supporto alle cure tradizionali,

*varici = contenimento con effetto antidolorifico,

*dismenorrea = effetto antidolorifico e normalizzazione,

*amenorrea = normalizzazione,

*lipoma = remissione con effetto antidolorifico e detumefattivo,

*ipertensione arteriosa = miglioramento,

*ulcera peptica = effetto antidolorifico ed antinfiammatorio.

 

 

Prof.ssa Anna Rita Galeone

Docente e traduttrice