
Per una migliore leggibilità e per consentirne la traduzione la versione testo della testimonianza:
Ero poco più che ventenne quando cominciai ad accusare i primi fastidiosi “torcicolli”, un doloretto qua, uno là, ora ai reni, ora su, ora giù. Posture sbagliate, mi dicevo, colpa della macchina. Neanche la palestra mi dava il beneficio sperato, anzi… mi bloccavo di più. Fare saltelli? Sentivo che non era cosa. Ma come, così giovane? Eppure… non parliamo se dovevo stazionare in posizione eretta, mettiamo in gita, mettiamo per visitare un museo. Mi reggevo in piedi solo perché volevo vedere, altrimenti mi sarei seduta; così arrivavo alla sera sfinita, con i reni a pezzi. Poi arrivò un periodo nero che più nero non si può: qualche fissazione di troppo, non dormivo la notte, di giorno vivevo male, tutto mi terrorizzava. E dire che conoscevo la causa di tutto ciò. Potevo essere a metà dell’opera invece non ne venivo fuori e più passava il tempo e più avevo paura che diventasse depressione pura e non ne uscissi più. Cominciai a girare tutti i medici e gli specialisti della Puglia. Tutti mi dicevano che non avevo niente di patologico, ma mi imbottivano di medicinali, di ansiolitici che mi facevano il solletico o funzionavano nei momenti sbagliati.
Poi qualcuno mi fece il nome di Mario Muolo. Così, presa dalla disperazione ma anche dalla speranza di guarire dal mio male oscuro e con la certezza che non propinava alcun medicinale verso i quali provavo e provo una certa diffidenza e riluttanza, formai una piccola comitiva e andammo a trovarlo.
Correva l’anno 1986. E chi se lo scorda più?
Così conobbi Mario Muolo.
La cervicale? Sparita! Insonnia, ansia, depressione? Via! Dolori lombari? Per molti anni mi hanno lasciata in pace.
Nel corso degli anni si sono affacciati altri dolori: lombo sciatalgia, altri squilibri dei quali avvertivo la presenza per i dolori ma che poi sono scomparsi.
L’estate scorsa, poi, sono stata afflitta da una fastidiosissima periartrite che mi ha tolto il sonno e l’estate. Impossibile finanche nuotare o guidare; una sofferenza pure andare accanto al guidatore: arrivavo a pezzi alla meta, perciò preferivo non muovermi. Provo questo, provo quello; sono passati due mesi provando medicinali.
Ma come ho fatto a non ricordarmi di Mario Muolo?
Funziona anche ad agosto, quando gli altri sono in vacanza, per fortuna nostra!
Questa maledetta periartrite non voleva passare ma dagli e dagli un bel giorno … sorpresa! Non me la sono più ritrovata.
Perciò come non essere grata a Mario Muolo?
Alcuni amici dicono che hanno fatto effetto tutte le pillole che ho ingurgitato, ma io so che non è così: la medicina o ti fa effetto istantaneamente o mai più o non è quella giusta.
A chi si lamenta per i dolori a cui non trovano rimedio, il rimedio lo trovo io: ho provato sulla mia pelle e non una sola volta, portandoci di volta in volta anche la mia famiglia.
Adesso Mario Muolo è impegnato a scacciare un blocco che mi fa sentire una vecchietta. Però sono sicura che anche questa volta la spunterà e soprattutto non prenderà malefiche caramelle.
… … 23 Aprile 2004
… …. Insegnante Elementare
Pubblicato Lunedì 14 Settembre 2015
