


Per una migliore leggibilità e per consentirne la traduzione la versione testo della testimonianza:
Mi chiamo … … … e sono un’insegnante in pensione di 61 anni. Circa cinque anni fa ho avuto un forte attacco di “sciatalgia sinistra da ernia discale L5-S1” durato e curato farmacologicamente per diversi mesi.
Superata la fase acuta mi è rimasta la sensazione di pesantezza e di addormentamento della gamba con occasionale dolore sotto sforzo.
Mi sono rivolta al signor. Mario Muolo in un periodo di particolare intensità dei disturbi suddetti con una maggiore compromissione del piede quasi sempre dolorante. Dopo i primi trattamenti ho sentito la gamba più leggera e ho cominciato a camminare senza doverla trascinare troppo come facevo di solito. Anche la pelle mi è sembrata subito più sensibile allo stesso contatto con gli indumenti.
Si sono notevolmente ridotti i crampi al polpaccio e ho avvertito di meno il fastidio, e spesso il dolore, che mi disturba quando sono seduta e che mi costringe a cambiare continuamente posizione. Al momento (ho fatto tre trattamenti) resta presente il dolore al piede che aumenta quando , camminando, lo poggio male nel tentativo di non sentirlo e di non zoppicare.
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Mi riservo di aggiornare gli sviluppi della terapia.
05-01-2012 … … …
Per completare la mia testimonianza sull’esito del trattamento bioterapico devo premettere alcune considerazioni che precedentemente avevo omesso.
Mi ero avvicinata a questa terapia con un certo scetticismo non tanto per convinzione, ma soprattutto per difesa da possibili delusioni sull’esito. Volevo osservarmi con la massima obiettività per cogliere solo gli effetti certi e incontestabili.
Circa a metà delle sedute ho avvertito un acutizzarsi profondo del dolore all’anca che non mi aspettavo e che mi ha un po’ disorientata rispetto alle aspettative; in particolare questo dolore era più forte in un punto in cui avevo sentito di più il calore della mano del signor Muolo. È durato solo un giorno perché dopo è sparito ed è migliorata contemporaneamente la situazione di tutta la gamba. Questo è stato un fatto per me incontestabile perché imprevisto e quindi non attribuibile né alla suggestione né al condizionamento di volerci credere per forza.
In seguito ho potuto calzare nuovamente le mie scarpe di sempre dopo che per diversi mesi (il tempo della fase acuta) avevo camminato praticamente sempre in pantofole. Il piede compromesso si era sgonfiato ed era meno rigido e contratto.
Se non si era allargata la scarpa, cosa che non è, si era sicuramente ridimensionato il piede. Ho pensato che mi era difficile attribuire a “suggestione” la ritrovata corrispondenza del mio piede con la misura delle mie scarpe.
Oggi, a distanza di due mesi, con un trattamento di mantenimento periodico, posso dire, con obiettività provata, di poter camminare senza dolore anche a lungo, di poter indossare tutto quello che sulla gamba sinistra mi era diventato stretto, di aver sostanzialmente superato, senza uso di farmaci, questa seconda lunga crisi. Io non so se si può guarire definitivamente dall’ernia al disco, posso però dire con certezza, razionalità e convinzione che ora sto bene e non ho da smaltire gli effetti correlati di dosi massicce e prolungate di antinfiammatori e antidolorifici.
07-05-2012 … … …