Chi si accosta alla bioterapia si scontra in primis con un termine ostico, di cui, peraltro, spesso sono fornite informazioni scarne e insufficienti. Poi, la prima volta in cui si entra in uno studio di un bioterapeuta, si riscontra la schiettezza di questa pratica: due sole mani profuse con impegno e serietà a pochi centimetri di distanza dal corpo del paziente. E allora si sentono tremori indotti da questa energia naturale, nonchè un calore benefico e un relax improvviso. Non credo, però, che chi mantiene il proprio scetticismo in materia sia incoraggiato dal proprio specialista a perseverare nelle sue convinzioni, ma attribuirei la responsabilità alla disinformazione imperante sulla medicina alternativa, e nello specifico sulla bioterapia. Le risatine e il sarcasmo che possono accompagnare tale pratica sarebbero un ingiusto tributo ad una terapia il cui studio è ancora in fieri, ma per cui si assiste a timidi tentativi di sponsorizzazione tramite incursioni in trasmissione televisive di reti nazionali, o articoli su riviste mediche. Sicuramente provare su se stessi un ciclo di sedute di pranoterapia fornirebbe una dimostrazione tangibile degli effettivi benefici che ne risultano, rivolgendosi, ad esempio, a Mario Muolo - mio bioterapeuta - che opera a Monopoli, in provincia di Bari. Perchè, quindi, rivolgersi a pratiche esoteriche, magiche e non altrimenti attestate, o, al contrario, assumere subito medicinali destabilizzanti nei loro effetti collaterali, invece di provare a sottoporsi ad una seduta di bioterapia?

 

Chiara Sorino
Giornalista