Può essere questa la chiave della vita di M.M. e del libro che la racconta.
Il dolore in tutte le sue forme: dolore fisico – dolore dell’anima. Il fascino per chi soffre e la voglia di alleviare il dolore. La predisposizione scoperta sin da bambino e la meraviglia di vedere che “le carezze” guarivano: salvavano il gatto, facevano riprendere vita alla pecora, ridavano energia allo stallone. Pian piano la consapevolezza di poter intervenire sul dolore riducendo lo squilibrio energetico che lo provoca. Lo studio, l’applicazione e risultanti entusiasmanti.
Il ragazzo del prezzemolo, che ha già avuto modo di sperimentare sugli animali e sulle piante la forza dell’energia trasfusa, scopre che anche le persone traggono giovamento, stanno meglio, arrivano a stare bene, scopre che la sua predisposizione è una missione: alleviare il dolore.
Si impone ritmi e modi di vita inusuali, osserva, sperimenta, deduce, applica. 30.000 persone curate sono il risultato ad oggi della missione. Impressionante.
Eppure M.M. si preoccupa di non essere considerato pazzo perché si rende conto che la sua missione è fuori dai canoni ordinari della scienza, del sapere noto.
La forza di M.M. è di essere partito dal livello zero, senza il bagaglio di conoscenze e di nozioni che chi sperimenta si porta dietro e che mette a base delle nuove scoperte.
M.M. parte dall’osservazione della natura, ne scopre le regole, ne trae le conseguenze per affinare il suo metodo di intervento sul dolore.
Le sue osservazioni e le sue sperimentazioni lo portano a stabilire dei principi che sono quasi del tutto noti alla scienza (psicologia, sociologia, medicina, astrofisica, fisica) solo che la scienza ci è arrivata con apporti successivi in uno spazio di tempo non breve, M.M. ci arriva, con nudi metodi empirici, solo con l’osservazione della natura.
Quello che conclude M.M. è che la natura ha in sé la forza per combattere il dolore, per ripristinare l’equilibrio proprio delle cose. Il suo metodo è un metodo antico, nato con l’uomo: l’energia della vita.
L’indifferenza o il rigetto della scienza ufficiale rispetto al metodo antico e naturale applicato da M.M. è probabilmente causato dalle dette qualità del metodo. La scienza ufficiale che è protesa ad andare avanti, è mirata al progresso, non può ammettere di aver dimenticato qualcosa per strada e non può costringersi a tornare indietro per riprenderla. Meglio ignorare, denigrare (non è scienza ufficiale).
Eppure 30.000 persone si sono accorti di quello che la scienza ufficiale ha lasciato per strada, di quello che la scienza ufficiale ha scartato, e ne hanno avuto giovamento.
La capacità di M.M. è quella di aver messo a punto il metodo, di aver imparato a reclutare la sua energia e a convogliarla nelle mani ma l’energia era già nella natura e l’equilibrio\squlibrio era già riconoscibile.
Lo scopo di M.M. è proprio quello di fare in modo che la scienza ufficiale si fermi a recuperare il bagaglio abbandonato e lo metta tra i suoi utensili.
Questo libro è una mano protesa.
Si attende la risposta.
Renzo Simeone
Avvocato