"... riducendomi sulla sedia a rotelle, sulla quale sono rimasto per 40, interminabili, dolorosi e disperati giorni."

Per una migliore leggibilità e per consentirne la traduzione la versione testo della testimonianza:
Mi chiamo ... ... , sono nato ad ... ... (Svizzera) il ../../67 e sono residente a .. ..., imprenditore.
Nel 1990, dopo un'esperienza lavorativa a bordo, tornando a casa, mi è successo un incidente, apparentemente banale. Possedevo una moto con accensione a pedale; mettendola in moto, ebbi un contraccolpo che mi sbalzò per terra; in un primo momento non sentii nulla, ma da quel giorno sono cominciati, per la mia salute, guai serissimi.
Piano piano, poco alla volta, cominciai ad avvertire dei dolori alla schiena e man mano che i giorni passavano i dolori aumentavano fino a mettermi nella condizione di non poter più camminare: riducendomi sulla sedia a rotelle, sulla quale sono rimasto per 40, interminabili, dolorosi e disperati giorni. L'unica speranza che mi davano i medici (dopo la diagnosi di blocco vertebrale con in più doppia ernia al disco e lesione dello sciatico) era l'intervento chirurgico, che vent'anni fa avrebbe potuto anche destinarmi vita natural durante ad una condizione di paraplegico.
Un bel giorno, per caso, un'amica di mia madre, dopo avermi visto in quello stato e ad un passo dalla depressione, ci fece il nome di Mario Muolo, bioterapeuta o pranoterapeuta, com'era più usuale definire la sua professione vent'anni fa, il quale aveva risolto definitivamente patologie molto più gravi della mia.
In principio, ovviamente, i medici ortopedici dai quali mi recavo periodicamente, quando accennai al nome di Mario Muolo come colui che aveva il dono nelle mani di guarire, la prima cosa che tennero a dirmi fu che "sono tutti dei ciarlatani". Tornando a casa, ne parlai con la mia famiglia... ed IO presi la decisione di recarmi da lui, affinché mi visitasse e, con l'aiuto di Dio, mi guarisse.
E così fu!
Il giorno seguente mi recai presso la sua abitazione in campagna; mi trascinarono a spalla poiché non stavo in piedi e i dolori erano atroci. Lui allora mi aiutò a stendermi sul lettino e mi pose le mani sulla schiena.
Premetto che volutamente non mostrai a lui alcun documento o referto medico che descrivesse o attestasse il mio stato, per metterlo alla prova; e Lui di botto mi riferì perfettamente per filo e per segno (come da referto) quella che era la mia condizione. A quel punto, potei rilassarmi, e gli chiesi: "Sig. Muolo, mi può aiutare?" e in dieci sedute Lui mi guarì.
A DISTANZA DI VENT'ANNI, ANCORA OGGI IO STO BENE GRAZIE A LUI E NON FINIRO' MAI DI RINGRAZIARLO.
Un grazie anche alla sua prodiga ed esemplare collaboratrice Annamaria, la quale con gentilezza e grande educazione sa venire incontro alle esigenze tecniche dei pazienti, in quanto ad orari e appuntamenti, affinché si possa fare il meglio per tutti.
... ..., 18 Aprile 2011
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Pubblicato Domenica 27 Settembre 2015
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